20050506

LA VERGOGNA DI ABU GHRAIB

A due anni dalle torture e ad un anno di distanza dallo scandalo di Abu Ghraib, non si intravede nessuna condanna davvero esemplare per i militari americani accusati delle sevizie sui prigionieri iracheni. Due giorni fa è stato di fatto azzerato il processo contro il soldato Lynndie England che aveva chiesto uno sconto di pena – due anni anziché 11 - in cambio dell'ammissione della sua colpevolezza. Venerdì, Janis Karpinsky il generale donna della riserva alla guida del carcere delle torture è stata degradata a colonnello con il benestare del presidente degli Stati Uniti George W. Bush. I vertici del Pentagono in Iraq erano già stati scagionati da qualsiasi responsabilità, con l'eccezione appunto della Karpinsky, a quel momento soltanto sottoposta a biasimo amministrativo per negligenze in servizio.Tre dei quattro generali della catena di comando che portava al braccio delle torture a Abu Ghraib erano invece stati assolti.
Perfino le poche «mele marce» responsabili degli abusi se la sono cavata finora con pochi anni o pochi mesi di prigione per aver violato la Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra. Due giorni fa un giudice militare aveva respinto il patteggiamento di Lynndie England, la ragazza di 22 anni che si fece ritrarre nelle foto con i prigionieri nudi al guinzaglio, e la giustizia militare dovrà riformulare le accuse nei suoi confronti. La decisione del giudice aveva fatto seguito alla deposizione, davanti alla Corte marziale, del sergente Charles Graner (nella foto, il capo degli aguzzini di Abu Ghraib con cui la riservista Lynndie England ha avuto un figlio concepito proprio al tempo degli abusi. Graner, già stato condannato a 10 anni di carcere per quei reati e nel frattempo sposato un'altra soldatessa del carcere delle torture, a difesa della England, ha detto: «Stavamo eseguendo ordini e compiendo atti legittimi, quindi non siamo colpevoli». A quel punto, il giudice, dopo una pausa di riflessione, non ha più accettato la dichiarazione di colpevolezza della England.
Ora sarà il generale Thomas Metz, che oggi comanda la base di Ford Hood, in Texas, a decidere se la Englan dovrà ricomparire o no davanti a una corte marziale. E proprio lui era, all'epoca dello scandalo di Abu Ghraib, uno dei comandanti militari americani più alti in grado in Iraq.

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SATIRA IN CRISI?Ci pensa la realtà




"Se i comunisti andassero al governo l'esito sarebbe miseria, terrore, morte!"

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