Ciao a tutti!!! Chi scrive vuole innanzitutto darti il benvenuto sulla nostra newsletter, sperando che ti piaccia, o almeno che ti interessi, e poi spiegarti le intenzioni della redazione nella scelta temeraria di "dare alle stampe" un nuovo prodotto comunicativo. L'editoriale come saprai, è l'articolo di fondo di un giornale in cui il direttore o chi per lui esprime il proprio pensiero su determinati argomenti dì interesse. Tanto per cominciare nella nostra redazione non c'è una precisa gerarchia e quindi vorremmo scrivere questo editoriale in maniera un po' anomala ma sicuramente esplicativa delle nostre intenzioni... seguite il percorso delle cinque W.
Beh, facile a dirsi, siamo un gruppo di giovani che hanno voglia di dire la loro, di confrontare le proprie opinioni con quelle degli altri , di uscire dall'anonimato e esprimersi liberamente e senza mezzi termini su una serie di questioni che ci stanno a cuore e che pensiamo interessatiti per la nostra generazione, un po' confusa, un po' impacciata ma con la voglia di diventare protagonista e difendere i propri interessi.
Vogliamo mettere nero su bianco le nostre idee e sentire quelle degli altri, con un mezzo di comunicazione semplice ed efficace, dalla diffusione rapida e sicura, per raggiungere ognuno di voi in maniera invasiva ma non troppo, e per darvi modo d rispondere senza creare inutili barriere e nella massima tutela della libertà di opinione.
Ebbene si, in questo periodo di grande fermento politico sociale ed economico, sentiamo particolarmente l'esigenza di farci sentire e venire alla luce, di essere protagonisti, nel nostro piccolo e non tenerci fuori facendo finta di niente.
L' occasione e lo spunto li abbiamo avuti dal confronto con la sezione del partito della Margherita di Castelliri dallo spirito di iniziativa e dalla buona volontà dì persone nei cuì ideali ci siamo riconosciuti e con le quali abbiamo avviato una collaborazione fattiva e costruttiva, fatta di dialoghi, di confronti e scontri, e che ci hanno dato la possibilità di creare questo nuovo prodotto appoggiandoci e spronandoci in una relazione che sta facendo crescere entrambi.
La logica dell'esclusione ci sta stretta, basta con il non dialogo e con i silenzi fatti di critiche sterili e di non apertura e confronto, è da qui che siamo partiti per elaborare questa newsletter. Ci sono valori, fatti, argomenti su cui noi giovani dobbiamo dialogare senza divisioni, dobbiamo confrontarci e parlare. Per questo la nostra newsletter è aperta a tutti, e vuole essere costruita con l'apporto di tutti, un mezzo di espressione e di dialogo che mettiamo a disposizione di chiunque voglia approfittarne. Quindi cosa aspettate a leggere e farci sapere cosa ne pensate???
Uno dei monumenti di Castelliri più "chiacchierati"( ma anche e soprattutto dimenticati), è senza dubbio la piccola chiesa della Madonna di Loreto. Infatti per molti, troppi anni si è fatto poco o nulla per salvare una della poche "bellezze artistiche" rimaste in piedi dopo il terribile sisma del 13 gennaio 1915. La chiesetta della Madonna di Loreto è un edificio a pianta ottagonale edificata nei primi anni del sec. XVIII durante la Signoria dei Boncompagni. Secondo fonti storiche, provenienti dalla Curia Vescovile di Sora, si apprende che il sito della suddetta Chiesa fu donato da un certo Domenico Di Rocco di Castelliri. In seguito la piccola chiesa, date le sue modeste dimensioni, fu relegata a ruolo di Cappella, che vantava almeno all'inizio, un prezioso pavimento costituito in parte da vetrificate maioliche. All'interno la Chiesa conteneva una tela, posta sopra all'altare, raffigurante appunto la così detta "Madonna nera". A sinistra è ancora visibile una nicchia, che anni addietro doveva contenere la statuina della Vergine. Sulle pareti (in particolare a destra dell'altare) erano disegnate coppie di angeli. Oggigiorno, la Chiesetta della Madonna di Loreto ha perso molto del suo antico splendore e molte delle opere d'arte presenti sono andate irrimediabilmente perse. Questa chiesa (stando ai racconti di molte persona anziane di Castelliri) in passato è stata meta di veri e propri pellegrinaggi. L'8 di settembre i pellegrini che tornavano dalla Casa Santa facevano obbligatoriamente sosta davanti a questo luogo sacro. Dopo aver baciato la Statua della Vergine bruna, i fedeli si ritrovavano nello spiazzale antistante il Tempio cristiano per festeggiare insieme, mangiando sotto l'ombra di una grande quercia quel poco che si aveva. Ultimamente, pur tra mille difficoltà, si sta cercando di porre fine a quello che è stato per troppo tempo un vero e proprio scempio. Purtroppo, però, rimane il fatto che la Chiesa anche se restaurata nel migliore dei modi (speriamo questa volta senza calcestruzzo armato, ndr) non avrà mai il fascino originale, andato perduto per la nostra noncuranza.
Non può mancare, nel nostro giornalino uno spazio, diciamo così, più impegnativo, in cui illustriamo le caratteristiche salienti del gruppo cui guardiamo maggiormente, nello sperare in un futuro e in un presente migliore.
Abbiamo pensato di strutturare questo spazio in "puntate". Per ogni edizione della newsletter, infatti, illustreremo temi centrali di interesse della Margherita, per farla conoscere e per evidenziare valori che, in tempi di barricate ideologiche e di rifiuto dell'altro non sempre sono noti a tutti.
La Margherita si va a inserire nel gruppo dell'Ulivo che ormai è una realtà politica affermatasi nella società italiana. Le radici e i valori che il simbolo dell'Ulivo rappresenta sono l'antifascismo, il patriottismo risorgimentale e costituzionale, la cultura socialista e riformatrice, cattolico-democratica, liberaldemocratica, ambientalista. Con i governi dell'Ulivo, sulla base di questi valori, è stato possibile garantire innovazione e sicurezza, risanamento e sviluppo equilibrato sul piano ambientale e sociale, accrescendo il prestigio dell'Italia a livello internazionale. L'Ulivo intende costruire una società protesa in avanti che tuteli e sviluppi i grandi ideali di pace, libertà, giustizia, democrazia ed equità sociale propri del riformismo italiano ed europeo. I gruppi che fanno parte dell'Ulivo sono i Democratici di Sinistra, il Partito Popolare, Partiro dei Comunisti Italiani,Socialisti Italiani, Rinnovamento Italiano e i Verdi. Leader della coalizione ulivista è Francesco Rutelli, allo stesso tempo leader della Margherita che raggruppa il Partito Popolare, Rinnovamento Italiano e i Democratici di Parisi ("L'Asinello").
In particolare la Margherita storicamente nasce al congresso costitutivo del 22, 23 e 24 marzo 2002 alla fiera di Parma come gruppo già proiettato verso il futuro, per una nuova organizzazione della politica in Italia, e una nuova visione culturale e civile di democrazia e libertà, con programmi e obiettivi aggreganti vari settori della società italiana (dopo una lunga crisi della partecipazione politica) per concorrere in modo decisivo all'affermazione dell'Ulivo, definito "coalizione di governo e alleanza dei riformatori".
Da quelle giornate sono emersi temi e caratteristiche del gruppo che possono essere riassunte nelle due parole manifesto di democrazia e libertà. Nel progetto di carta dei principi si estrapolano quelli che sono i principali ambiti di interesse. In questo numero vorremmo parlare della sfida politica che si intraprende in tempi di globalizzazione.
Infatti negli ultimi anni si è registrata la tendenza delle società contemporanee alla globalizzazione dei processi politici, economici, sociali con un dibattito esteso e duro tra chi vede in essa una componente irrinunciabile di modernità ed evoluzione, un passo quasi obbligato per aprire la via al futuro e chi, viceversa, la critica, evidenziando i germi di uniformità ed "evoluzione degenerativa" per i paesi meno sviluppati che di tutto ciò pagherebbero le spese. Il fenomeno della globalizzazione è frequentemente considerato come il responsabile delle trasformazioni politiche ed economiche internazionali ma è caratterizzato da un elevato grado di ambiguità.
I processi di globalizzazione che si stanno evolvendo attualmente, hanno rilevantemente contribuito alla ridefinizione del ruolo delle singole comunità nazionali; sono mutati, in particolare, gli ambiti decisionali: da una parte le istituzioni internazionali e sovranazionali hanno ampliato i loro poteri, anche normativi, riducendo la potestà degli stati; dall'altra gli spazi discrezionali interni sono sempre più condizionati dall'ambiente globale. Essi, inoltre, si svolgono all'interno di un ambiente e di condizioni che impongono scelte di sviluppo compatibile con le risorse disponibili, comportando l'esigenza di costruire il futuro nella prospettiva di iniziative a carattere prevalentemente strutturale, finalizzate alla costruzione di un villaggio globale per ricomporre gradualmente le fratture tra diverse aree del pianeta.
La globalizzazione è quindi irreversibile e irriducibile, un movimento che conviene promuovere e indirizzare, da adattare a una coerente scelta per avere un mercato aperto e concorrenziale in cui la politica di regolazione contrasti il formarsi di posizioni dominanti. Nel paragrafo dal titolo "La globalizzazione sfida la politica" si legge che la globalizzazione si presenta come la dimensione entro la quale la politica deve operare e governarla è sempre più necessario. "Democrazia e Libertà apprezza la globalizzazione in quanto superamento dell'antico regime degli Stati, realizzazione di codici indisponibili a singole organizzazioni e possibilità per l'apertura dei mercati e del commercio internazionale dai paesi arretrati ai paesi più avanzati. Contesta però la compromissione ecologica e gli squilibri intollerabili di ricchezza imposti da uno sviluppo economico senza regole, dove la produzione di beni privati non sia armonizzata con lo sviluppo sociale, cioè con la fornitura di beni pubblici. Serve un governo basato sul multilateralismo, che si esprima nella costruzione di istituzioni sopranazionali in grado di occuparsi non solo delle regole del commercio, per renderle più favorevoli ai paesi arretrati, ma della redistribuzione delle risorse fra i paesi, per sostenere uno sviluppo equilibrato, l'affermazione dei diritti umani e l'ampliamento dei diritti sociali, per facilitarne il rispetto da parte dei paesi poveri, per la salvaguardia dell'ambiente, per la sicurezza internazionale, per prevenire e limitare il ricorso alla forza nell'affermazione del diritto".
Questi, in sostanza i temi approfonditi e sviluppati nella carta dei principi che a nostro parere esprimeuna visione al passo con i tempi ed è scevra da considerazioni particolaristiche. Voi cosa ne pensate? Sicuri di avervi dato lo spunto per ulteriori riflessioni o almeno per fare due chiacchiere nelle vostre serate vi diamo l'appuntamento alla prossima punt...ehm, newsletter anticipandovi già da adesso che la discussione verterà su scienza tecnologia e cultura del limite.
Il condono non è assolutamente nei programmi di questo governo.
Nella Finanziaria sarà presentato un concordato, e se la maggioranza lo riterrà opportuno, sarà trasformato in un condono.
Bisogna ridare moralità al calcio, Nesta costa troppo, non è possibile comprarlo.
Galliani ha piena autonomia, l'acquisto di Nesta è stato gestito da lui.
La sinistra fa del catastrofismo, l' inflazione non c'è, o perlomeno è contenutissima.
Per frenare l'inflazione il governo ha bloccato le tariffe pubbliche.
I conti pubblici non sono preoccupanti, il governo manterrà le promesse.
E' stato varato un decreto per bloccare quelle spese che minacciano l'equilibrio dei conti pubblici.
Non capisco tutta questa urgenza di approvare la legge sul legittimo sospetto.
La legge Cirami è la massima priorità del Parlamento.
"Cornuto", "vai a lavorare", ecc, ecc, ecc. Sono questi alcuni dei commenti (naturalmente vi risparmiamo i più pesanti, ma potete benissimo immaginare) che molti di noi hanno rivolto durante gli ultimi mondiali di calcio a quello che è stato di fatto il vero protagonista dell'estate 2002. Naturalmente stiamo parlando del tanto chiacchierato arbitro Byron Moreno.
L'ira degli italiani, dopo i numerosi torti subiti non si è fatta attendere! Sono così nati numerosi siti internet in cui al povero Moreno si può fare davvero di tutto (lo si può persino picchiare scegliendo anche il modo in cui farlo). Sono state scritte anche numerose poesie e persino canzoni tutte quante più o meno censurabili. Nella varie trasmissioni televisive (soprattutto quelle sportive, vedi per esempio Quelli che il calcio...) almeno un riferimento a questo ambiguo personaggio è d'obbligo. Ma molto scalpore ha destato quello che è successo a Santa Teresa di Riva città sita a 33 km a sud di Messina, 18 km a nord di Taormina dove il sindaco ha inaugurato i nuovi gabinetti pubblici (e sin qui niente di male). La cerimonia è stata semplice, ma sentita, con una bottiglia di spumante che, si sa, facilita la diuresi. E una dedica speciale, anche questa sentita, diuretica e lassativa: Byron Moreno.
Inutile dire che la manifestazione è riuscita in pieno anche perché secondo alcuni la dedica dei WC all'arbitro ecuadoriano è stata un vero e proprio omaggio.
Ma i guai per "l'arbitro più famoso d'Italia" non sembrano finire. Infatti la FIFA ha aperto nei suoi confronti un'inchiesta per chiarire se l'arbitraggio di quel maledetto giorno di giugno sia stato per lo meno condizionato o, fatto ancor più grave, pilotato. La nostra redazione spera per lui che la verità non venga mai a galla!!!!!
(Come vedete dalla foto anche le brutte figure che ci fa fare il nostro premier possono rivelarsi azzeccate).
Purtroppo non è eccessivo ritenere che la droga sia una piaga che sta devastando la nostra società, rovinando le vite di molti giovani. La sua diffusione riguarda tutte le fasce sociali e si configura come un consumo privato, collegato non a contenuti ideologico-politici, sociali o culturali ma solo ad un generico quanto assoluto rifiuto. Alla base del fenomeno della diffusione sempre più esteso della droga c'è indubbiamente il malessere profondo delle nuove generazioni che si lasciano sedurre dal mito di queste "sostanze", nell'illusione di poter trovare in esse tutto ciò che la vita non riesce ad offrire ed a garantire: felicità, amore, serenità. Iniziamo con questo primo numero un percorso che andrà ad analizzare tutti i vari tipi di droga, nella speranza di sfatare molti luoghi comuni cercando, per quanto ci è possibile, di dire veramente "le cose come stanno". Analizzeremo per primo il problema delle droghe leggere. Secondo dati ufficiali (Polizia di Stato) il numero delle persone denunciate per spaccio o consumo di hashish e marijuana è, nella nostra provincia, in aumento (+15 ). E purtroppo non possiamo affermare che Castelliri sia un'isola felice; anzi il nostro paese non è affatto immune da questo fenomeno. Infatti molti giovani hanno provato o, fatto ancora più grave, fanno abitualmente uso di quelle sostanze che comunemente vengono definite come non pesanti ma che in realtà possono portare a gravi conseguenze sia fisiche che psichiche. La marijuana è un misto di foglie e fiori della cannabis sativa, una pianta molto diffusa in Medio Oriente, India, Messico e nei paesi del Nord Africa. L'hashish è la resina che si libera dalla cannabis sativa. Il principio chimico attivo è il THC (tetraidrocannabinolo). Per via della maggiore concentrazione di THC l'hascish ha un effetto da 5 a 20 volte più forte della marijuana. Gli effetti che si possono avere sono: senso di rilasciamento, presenza di componenti più emotive nel pensiero a discapito della componente razionale e quindi un certo miglioramento della creatività, dei rapporti con gli altri, eccitazione euforica. In realtà tutte queste sensazioni sono false, illusorie e molto brevi. RICORDA CHE QUESTI EFFETTI NON DURANO PIU' DI UN'ORA E CHE DOPO TI SENTIRAI DEPRESSO, STANCO, ANGOSCIATO. E QUESTE SENSAZIONI POTRANNO DURARE ANCHE PARECCHIE ORE E RIPRESENTARSI A DISTANZA DI TEMPO. Quindi non credere alle false verità che ti vengono raccontate ogni giorno. Non è vero che la cannabis è una droga che non da dipendenza, come non è vero che non fa male ed ancora più falso è credere che ormai tutti si fumano lo "spinello". Inoltre chi fuma molto può avere problemi di sonnolenza, problemi di equilibrio, difficoltà nei riflessi e nell'attenzione: chi guida deve saperlo!
Chi non ricorda il primo bacio? Spesso è il primo vero gesto d'amore, sognato, immaginato, atteso con ansia. Ma baciarsi non è facile, soprattutto la prima volta: gli occhiali, bisogna toglierli prima di baciarsi? L'alito non sarà per caso sgradevole? Che fare se lei (o lui) non ci sta? Con il primo bacio (nella foto un bacio un po' troppo precoce) non bisogna fare passi falsi, perché da questo può anche dipendere il futuro dell'intesa. E allora, ecco un breve galateo del bacio perfetto.
Quasi tutte le donne mentre baciano chiudono gli occhi, ma solo tre uomini su dieci lo fanno. Con un bacio si bruciano calorie. Perciò si calcola che per perdere mezzo chilo di peso bisognerebbe dare ininterrottamente mille baci. Baciarsi fa bene ai denti. Infatti il bacio, ha un positivo effetto antiplacca perché aumenta la salivazione e ne riduce l'acidità. Nel 1439 in Inghilterra i baci furono dichiarati illegali. Lo scopo del divieto era quello di limitare il contagio di malattie.
Il nome è già tutto un programma. "SENZA PAROLE" vuole essere una rubrica divertente e molto ironica in cui noi della Reazione vogliamo mettere in risalto aspetti quasi grotteschi della politica italiana. Come non si può parlare del DDL Cirami, della manovra finanziaria, degli scandali dovuti ai falsi in bilancio? Oppure come non si può fare almeno un riferimento a Berlusconi, al ministro Tremonti, al Presidente degli Stati Uniti Bush o a Saddam Hussein? Bè noi vorremmo fare tutto ciò lasciando "parlare" le immagini o meglio le vignette senza però offendere nessuno sicuri di fare della satira (ma è ancora possibile farla da un anno a questa parte???) nel rispetto di tutti.
HO IL LEGITTIMO SOSPETTO CHE QUEL BUSH NON SIA IMPARZIALE, ANCHE SUO PADRE AVEVA PREGIUDIZI CONTRO DI ME

CHIEDO UFFICIALMENTE CHE L'IMMINENTE ATTACCO USA SIA SPOSTATO IN ALTRO LUOGO

Chi sarà mai l'uomo che sta cantando "Nessuno mi può giudicare.."? Facilissimo Cesare Previti
