L'urlo dei giovani

Giornalino - Numero 2

La Margherita e...Eva

Come promesso nel numero precedente de "L'urlo dei Giovani" riprendiamo il discorso degli argomenti trattati nella Carta dei Principi della Margherita. Per chi si fosse perso il primo numero (grave errore, ma vi perdoniamo!!!) un piccolo sunto: durante la fiera di Parma, congresso costitutivo del movimento, tenutosi nei giorni del 22, 23 e 24 marzo del 2002 sono emersi temi e caratteristiche del gruppo poi concretizzatisi nello slogan Democrazia è libertà. E' proprio dal progetto di carta dei principi che stiamo muovendo per individuare i temi scelti come prioritari dagli esponenti della Margherita per essere presenti nell'agone politico, che ne testimoniano l'impegno e l'attualità. Dopo aver affrontato le problematiche connesse alla sfida politica che si intraprende in tempi di globalizzazione vorremmo parlare di scienza tecnologia e cultura del limite, tema che oggi più che mai si pone all'attenzione di tutti per gli annosi problemi di etica che il progresso tecnologico e la globalizzazione si portano dietro.

In tempi in cui la leggenda del Golem (l'uomo d'argilla vivente modellato nel 1700 da un rabbino per difendere il ghetto di Praga) fa parte del nostro immaginario collettivo, quando ormai la pecora Dolly sembra argomento già passato, e le implicazioni della clonazione umana si fanno avanti, quale l'opinione di chi ci rappresenta, tenendo fuori discussione la fiducia nella scienza e in chi la coltiva per i benefici che essa ha portato e porta al progresso umano?. Viene sottolineato, in primis che " Democrazia è Libertà si àncora al principio che fa della persona umana un fine e mai un mero mezzo".

Sicuramente occorrono, comunque, "limiti non già allo sviluppo della scienza (che è sempre cosa buona), ma alle sue metodiche ed alle sue applicazioni che ledano la dignità e l'integrità della persona umana: di qui la massima secondo la quale non tutto ciò che è tecnicamente possibile è eticamente lecito. Di più: lo sviluppo delle scienze e delle tecniche che si applicano alla natura e, più ancora alla vita umana, sino ai suoi estremi confini (l'inizio e il termine), sono ricchi di promettenti sviluppi ma anche di inquietanti minacce per quel bene non negoziabile che è la dignità e l'integrità della persona umana in ogni suo stadio e condizione. Ne consegue il dovere di affinare il discernimento etico e di elevare la soglia della stessa vigilanza politica, adottando quel "principio di precauzione", che si attiva anche solo quando si è posti di fronte al fondato rischio/possibilità che la vita e la persona umana siano minacciate, alterate o manipolate".

E' certo che queste considerazione sono particolarmente importanti oggi, anche alla luce di recenti fatti di un'attualità sempre più scottante. Risale al 22 novembre scorso la diffusione della notizia del progetto di Craig Venter, lo scienziato americano autore della prima mappatura completa del genoma umano e di Hamilton Smith, premio Nobel per la medicina nel 1978, di creare una vita artificiale, a partire dal DNA di un particolare batterio e arrivare a un essere vivente elementare cui aggiungere gradualmente altre forme genetiche. Secondo alcuni nuove forme di vita artificiale potrebbero risultare pericolose per l'uomo e provocare infezioni non controllabili con gli antibiotici attualmente in uso, senza contare, dal punto di vista dell'etica, il rischio che deriverebbe all'uomo dall'esistenza di un essere inventato. Ma come comportarsi davanti a questi casi è un interrogativo sempre aperto, anche e soprattutto alla luce delle scoperte positive che la scienza sta compiendo nel campo della medicina.

Come non ricordare gli studi sull'Alzheimer, tipo di demenza senile che ogni anno in Italia colpisce 80000 persone al di sopra dei 65 anni, che stanno portando all'aumento delle diagnosi precoci? Ed eccoci al caso del giorno, tema che sta riempiendo giornali e televisione: la nascita di Eva, la prima bambina clonata. Se questo fosse vero, ed è opportuno sottolineare che questa notizia deve essere presa con il beneficio del dubbio, ci troveremmo catapultati in uno scenario del tutto nuovo e, a nostro parere catastrofico, in cui la fantascienza, ma quella più sconcertante si troverebbe davanti ai nostri occhi.

Ma andiamo con ordine, a un giorno di distanza dalla nascita di Nostro Signore, sarebbe nata anche Eva, "grazie" agli studi e agli esperimenti di un'equipe di Clonaid guidata dalla sedicente scienziata francese, Brigitte Boisselier, come primo di cinque cloni che nasceranno entro la fine di gennaio (di cui uno da una coppia lesbica e altri due creati grazie alle cellule di bambini morti prematuramente). La dottoressa appartiene alla setta dei Raeliani, infarciti di marketing e di credenze negli Ufo, che credono che gli uomini siano nati dall'autoclonazione degli extraterrestri e il fine ultimo dell'umanità sia l'immortalità. La cosa più sconcertante è che Clonaid avrebbe ricevuto già migliaia di richieste di clonazione da tutto il mondo e prevede l'apertura di diverse cliniche da qui a breve.

Tuttavia lo scetticismo di molti si conferma nel fatto che non sono state date prove della effettiva clonazione e bisognerà aspettare almeno una decina di giorni per i test genetici del Dna che verranno effettuati da esperti scelti da Michael Guillen, ex reporter della Abc, senza costrizioni e esperti di altissima fama.

La condanna che si registra sui fronti più diversi è unanime: da Bush a Chirac fino al Vaticano che con le parole del ministro della Sanità, Javier Lozano Barragan definisce la clonazione come un attacco alla dignità dell'uomo.

Bisogna sottolineare il fatto che in Italia di clonazione si parla nella legge sulla fecondazione assistita, approvata solo dalla Camera, ed è espressamente vietata dall'ordinanza Bindi del 1998, che per restare in vigore ha bisogno di essere reiterata ogni anno (scade a Marzo 2003). In tal proposito l'opinione di Giuseppe Fioroni, responsabile della Margherita per le politiche di solidarietà è che sia indispensabile una riflessione internazionale per formalizzare diritti e tutele.

Ma tanto per riaffermare la spinosità dell'argomento e la bifrontalità di esso si deve sottolineare che la clonazione umana riproduttiva che ha per obiettivo quello di ottenere un individuo che ha lo stesso patrimonio genetico di un altro è ben diversa dalla clonazione terapeutica che si serve della stessa tecnica nello stadio iniziale ma ha una finalità ben diversa: ottenere cellule staminali da usare come cura per le malattie quali il Parkinson , il diabete o per riparare tessuti danneggiati.

Cosa succederà? Per il momento stiamo a guardare sperando nel meglio e prendendo in prestito le parole degli esponenti della Margherita nella carta dei principi, che ci sentiamo di sottoscrivere totalmente: la cultura del limite è da acquisire tra i fondamenti della politica perché il mondo che si vuole governare è "dato in prestito all'umanità tutta, ma non è il suo dominio".

Concludiamo, dandoci appuntamento al prossimo numero, con l'anticipazione del nuovo tema: i nuovi diritti che vengono emergendo in un'epoca di grandi trasformazioni sociali, economiche e politiche, quale quella che stiamo vivendo.


Parola ............ alla Pro Loco

In una grigia giornata di dicembre, noi della redazione de "L'urlo dei giovani" abbiamo avuto l'onore e il piacere di scambiare "quattro chiacchiere" con il Presidente della Pro Loco Fabio D'Arpino. Siamo stati accolti con grande gentilezza e dopo i saluti di rito, abbiamo subito iniziato a fare domande desiderosi di capire cosa sta veramente accadendo tra Pro Loco e Comune, visti i recenti tagli (guarda caso di fondi, ndr) di cui questa importante Associazione è stata vera e propria vittima. Ma veniamo alle domande.

Presidente D'Arpino come si spiega questo comportamento da parte dell'Amministrazione Comunale?

L'Amministrazione Comunale non comprende la funzione svolta dalla Pro Loco che oltre a organizzare in proprio manifestazioni di varia natura, sia esse culturali che ricreative, svolge una importante funzione di supporto e collaborazione nei confronti delle Associazioni del paese.

Quali sono le conseguenze di questa drastica riduzione?

La Pro Loco non avendo più i fondi necessari, oltre a limitare al minimo la propria attività sarà costretta ,in caso di richiesta di Patrocinio o collaborazione, a chiedere un contributo per consentire il pagamento delle spese necessarie per la sopravvivenza dell'Associazione stessa. Questa soluzione presenta molte inconvenienti in quanto molte Associazioni del paese, il cui bilancio non consente grosse entrate, potrebbero essere costrette ad annullare la loro programmazione.

Ma allora cosa intende fare per cercare di risolvere la questione?

La maggior parte delle Associazioni del paese si sono mobilitate davanti a questo grave problema,chiedendo di essere convocate dalla Giunta municipale per discutere la soluzione più conveniente. La risposta (che fra l'altro si è fatta molto attendere) è stata negativa in quanto, giustificandosi con carenze di bilancio, avverrà una riduzione dei contributi a tutte le Associazioni del paese. Ma….staremo a vedere se sarà proprio così.

Pur, come già ampiamente esposto, tra mille difficoltà cosa intende programmare per il futuro? La Pro Loco rinuncerà a tutte le belle manifestazioni che ci hanno intrattenuto in questi anni?

Il nostro comportamento sarà la conseguenza di quanto riusciremo a raccogliere tra coloro che ci hanno sempre sostenuto ed i contributi degli enti pubblici. Sicuramente tutte le manifestazioni che ci hanno caratterizzato negli ultimi anni saranno riconfermate.

Presidente D'Arpino la ringraziamo sentitamente per la sua disponibilità e per la sua chiarezza.

Ma si figuri, per me è stato un vero piacere parlare con dei giovani che si interessano di problemi concreti. Arrivederci a presto.

Volete sapere come la pensiamo noi della redazione? Quello che possiamo dirvi,cari lettori, è che noi, dopo quest'intervista, un'idea ce la siamo fatta. Purtroppo però una cosa è certa: a pagare saranno sempre i cittadini che dovranno rinunciare loro malgrado a piacevoli momenti di festa; soprattutto saranno anche i bambini ad essere "penalizzati" in quanto si vedranno ridurre le manifestazioni dedicate appunto a loro (con pochi fondi ci sarà ancora il teatro dei burattini che tanto piaceva anche ai grandi o tanto per fare un esempio la gara di Playstation?? E che fine farà il cinema all'aperto??????). A voi la risposta.


Mentre le borse stanno crollando, mentre la guerra si sta avvicinando, mentre le carceri stanno scoppiando, mentre i clandestini stanno annegando, mentre la Fiat sta chiudendo (vaglielo a dire ora a quegli operai di spendere di più!!!!!), il parlamento delle banane continua a propagandare che va tutto bene e intanto assesta il colpo di grazia alla Legalità affondando definitivamente uno dei fondamentali principi della democrazia. Da qualche tempo la legge è uguale per tutti eccetto che per Previti e la sua "banda". La cosa che più fa arrabbiare, e che da la misura di quanto questa faccenda sia sporca, è vedere gli Schifani felici come bambini, i Ferrara esultanti come Tardelli ai mondiali di Spagna. Tra l'altro ci prendono anche in giro, e sbandierano il fatto che fino al 1988 il legittimo sospetto faceva parte dell'ordinamento giuridico. E grazie!!! Fu tolto apposta per evitare che ne approfittassero i farabutti! Sapete quanti e quali furono i processi che furono spostati grazie a quella legge che oggi viene reintrodotta come fosse indispensabile a tutti i cittadini? Quelli per il delitto Matteotti, per gli omicidi di Placido Rizzotto e Salvatore Carnevale, per la strage di Piazza Fontana. Stop. Come siano andati a finire è storia. E sapete quanti sono oggi i processi che saranno automaticamente bloccati in base a una particolarissima norma retroattiva che prevede l'applicabilità della Cirami ai procedimenti in corso? Uno! Indovinate quale.


Storia e origine del Natale

Il Natale è la principale festa dell'anno, possiamo meglio definirlo un periodo di una serie di festeggiamenti che partendo dal solstizio d'inverno arrivano fino all'Epifania. Feste che nella tradizione popolare erano legate alla chiusura di un ciclo stagionale e alla apertura del nuovo ciclo. La festa appartiene all'anno liturgico cristiano, in cui si ricorda la nascita di Gesù Cristo, che nella Cristianità occidentale cade il 25 dicembre, mentre nella Cristianità orientale viene celebrato il 6 gennaio. La nascita di Gesù viene fatta risalire dal 10 al 4 a.C. con molte incertezze. Il Natale non viene introdotto subito come festa cristiana, ma bisogna aspettare l'arrivo del quarto secolo nell'Impero Romano, e più tardi anche nelle zone dell'Oriente. La tradizione cristiana si intreccia con la tradizione popolare e soprattutto contadina, perchè ricordiamo che, prima della festa cristiana, in questo periodo c'era una serie di feste e riti legati al mondo rurale. Prima del Natale Cristiano c'era la festa del Fuoco e del Sole, la festa della divinità della luce Mitra, perchè in questo periodo c'è il solstizio d'inverno, cioè il giorno più corto dell'anno, e da questa data le giornate iniziano ad allungarsi. Nell'antica Roma dal 17 al 24 si festeggiavano i Saturnali in onore di Saturno dio dell'agricoltura ed era un periodo dove si viveva in pace, si scambiavano i doni, venivano abbandonate le divisioni sociali e si facevano sontuosi banchetti. Tra i Celti invece si festeggiava il solstizio d'inverno. Nel 274 d.C. l'imperatore Aureliano decise che il 25 dicembre si festeggiasse il Sole. È da queste origini che risale la tradizione del ceppo natalizio, ceppo che nelle case doveva bruciare per 12 giorni consecutivi e doveva essere preferibilmente di quercia, un legno propiziatorio, e da come bruciava si presagiva come era l'anno futuro. Il ceppo natalizio nei nostri giorni si è trasformato nelle luci e nelle candele che addobbano case, alberi, e strade. E siamo ai giorni nostri, il nostro Natale deriva da tradizioni borghesi del secolo scorso, con simboli e usanze sia di origine pagana che cristiana. Il Natale è anticipato dalla vigilia, che dovrebbe essere una giornata di digiuno e di veglia in cui ci si prepara ai festeggiamenti delle feste. Il pranzo di Natale è abbondante e viene consumato in casa, con i parenti, di solito a base carnea con animali domestici, variabili a seconda delle vari paesi. Abbiamo anche una ricchezza di dolci preziosi e prelibati, spesso che ricordano simboli solari o delle tradizioni rurali; i dolci spesso richiedono molto tempo e la loro lavorazione e preparazione viene fatta diversi giorni prima.Nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un'albero di tradizione più nordica (vedi simboli del Natale).Questa serie di festeggiamenti continua con l'ultimo dell'anno, dove, passata la breve euforia del brindisi, degli auguri, degli abbracci, facciamo una pausa di riflessione e siamo a Capodanno, primo giorno dell'anno. È una festa periodica di rinnovamento, celebrata in tutte le civiltà e caratterizzata da rituali che simbolicamente chiudono un ciclo annuale e inaugurano quello successivo.E infine arriva l'Epifania, una delle principali feste cristiane la cui celebrazione cade il 6 gennaio. Nata nella regione orientale per commemorare il battesimo di Gesù, fu presto introdotta in occidente dove assunse contenuti religiosi in parte diversi, come la celebrazione delle nozze di Canaan e il ricordo dell'offerta dei doni dei magi nella grotta di Betlemme; quest'ultimo aspetto ha poi finito per prevalere e, sovrapponendosi a precedenti tradizioni folcloriche, ha determinato il nascere della figura della befana distributrice di doni.. I magi erano un gruppo di personaggi che, guidati da una stella, arrivano dall'oriente per rendere omaggio a Gesù appena nato a Betlemme, donandogli oro, incenso e mirra. Successivamente vengono indicati come "re" ed il loro numero viene fissato a tre, con i nomi Melchiorre, Gaspare e Baldassarre. Questa festa dà un supplemento di regali ai bambini e fa terminare questo ciclo di festeggiamenti: il giorno dopo si iniziano a spegnere le luci, a disfare gli addobbi, e… ci si prepara ad affrontare il Carnevale e il San Valentino.

I simboli del Natale

Presepe: nelle case viene allestito un presepe (o presepio), specie nei paesi meridionali, o un'albero, di tradizione più nordica. Il presepe rappresenta la scena della nascita di Gesù realizzata per mezzo di statuine di materiale vario, tradizionalmente preparata nelle case e nelle chiese nel periodo tra il Natale e l'Epifania. La scena tradizionale ha i suoi elementi principali nella grotta o nella capanna, dove una mangiatoia accoglie Gesù bambino, con a lato la Madonna, San Giuseppe, il bue e l'asinello, e al di fuori pastori e pecorelle, l'Arcangelo Gabriele, l'arrivo dei tre re magi, il tutto su un tappeto di muschio e un cielo di stelle, tra cui la luminosa stella cometa. Secondo la tradizione il primo presepe sarebbe stato composto da San Francesco nel 1223 a Greppio. L'uso del presepe natalizio prese piede nei secoli successivi, dal 1600 in poi, uso che ha dato poi origine a una produzione artigianale che vide i suoi centri maggiori a Genova e soprattutto a Napoli, dove si affermarono presepi ricchissimi, composti da statuine rappresentanti ogni categoria sociale, e spesso con personaggi moderni, notevoli per caratterizzazione espressiva. Accanto a questi presepi si svilupparono presepi popolari, in materiali poveri (argilla, cartapesta, legno), presepi sommersi in mare o fiumi, presepi viventi.

Albero di Natale: è una tradizione antica che viene fatta risalire ai riti pagani del ceppo, bruciato a partire dal solstizio invernale (i giorni più corti dell'anno). Questo ceppo doveva essere scelto tra i migliori ed essere preferibilmente di quercia (che simboleggia la forza e la solidità), e veniva arso davanti alla famiglia al completo. Simbolicamente si bruciava il passato, e si coglievano i segni del prossimo futuro: le scintille che salivano nella cappa simboleggiavano il ritorno dei giorni lunghi, i doni erano simbolo di abbondanza, la cenere, raccolta, veniva sparsa nei campi per sperare in abbondanti raccolti. Ora noi troviamo questi simboli nel nostro albero di natale e le nelle nostre vie: le luci e le luminarie sono le scintille del falò, le palle e le decorazioni sono speranze di prosperità, l'abete sempreverde la speranza di rinascita, i fili d'oro e d'argento i capelli delle fate. La tradizione pagana e cristiana si è fusa: la luce allunga sempre più le giornate e Gesù nasce per salvare il mondo. Nel mondo contadino i festeggiamenti si protraevano fino all'Epifania: erano dodici giorni, durante i quali le giornate iniziano lentamente ad allungarsi. Però anche nella tradizione cristiana troviamo "l'albero": l'abete era l'Albero Cosmico, cioè la manifestazione divina del cosmo. Poi viene identificato in Gesù e nella sua luce: l'illuminazione dell'albero è l'illuminazione di Cristo sull'umanità, mentre i frutti, i doni, le decorazioni simboleggiano la sua generosità verso di noi.

Altri fiori e frutti consacrati o di buon auspicio in queste feste.

Il vischio è la pianta natalizia per antonomasia riconosciuta come pianta di buon augurio: è una panacea contro tutti i mali, perché non possiede legami con la terra. È l'incarnazione dello spirito vitale e quindi protettivo. Già Virgilio nell'Eneide lo cita per le sue virtù magiche.

Il biancospino: germoglia nei giorni di Natale e fiorisce a Pasqua. Si fa risalire il biancospino di Glastonbury al bastone che Giuseppe d'Arimatea aveva piantato con le sue mani

Il ginepro: la leggenda narra che Maria, in fuga dai soldati di Erode, trovò rifugio e nascondiglio fra i suoi rami. E da quel legno si sarebbe anche fatta la croce di Gesù. Tra le sue virtù, si sosteneva che fosse una pianta utile per tenere lontano i rettili e per curarne il morso, che la tradizione cristiana interpretò come un potere di purificazione dei peccati.

L'agrifoglio e il pungitopo: sono dei portafortuna, la tradizione cristiana vede nelle sue foglie dure e con le spine il simbolo di forza e di difesa contro i mali, e nelle sue bacche la luce di natale, sono simbolo di allegria e di buon auspicio: auspici di fecondità e di abbondanza per il ciclo dell'anno che sta iniziando.

L'arancia: frutto dell'inverno, solare, l'arancia raffigura il Natale a tavola per il suo splendore e per la speranza.

La melagrana: il suo significato si riferisce al mondo agreste, simboleggiava la rigenerazione della terra, mentre per Cristo indica la resurrezione, infatti viene spesso dipinto con una melagrana in mano.


La redazione augura a tutti i cittadini di Castelliri un buon Natale ed un felice anno nuovo.


Ricorda:

Marcello Dell'Utri è stato assolto per una vicenda legata a Publitalia: era accusato di aver finanziato illecitamente la nascita di Forza Italia (un miliardo e mezzo di lire). Assolto anche Paolo Berlusconi, nel processo Vipi srl, dall'accusa di aver compiuto operazioni illecite per 11 miliardi e 250 milioni di lire. Vi chiederete: assolti con formula piena? Per non aver commesso il fatto? Per insufficienza di prove? No, assolti "perché il fatto (falsificazione del bilancio) non è più previsto come reato dalla legge".

"TRISKEL" è una pubblicazione dei Volontari Verdi, fondata da militanti e simpatizzanti della Lega Nord. Sul numero 3 si legge:

Il libro del mese è "Indirizzi per una educazione razziale" di Julius Evola. L'argomento del libro è la razza. Chiunque potrà trarre profitto da quest'opera.

Ah, giusto per vostra informazione, Triskel vuol dire svastica .

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