Ciao a tutti! Bentornati sulle pagine della nostra, e vostra, newsletter, arrivata con successo di pubblico e lettori al terzo numero. Vi siete ripresi dai vari panettoni, torroni e cenoni delle feste? Speriamo di sì, per avervi freschi, riposati e concentrati nella lettura del nostro giornale che esce in periodo "atipico". Data la vicinanza temporale con il secondo numero, dobbiamo specificare che questa newsletter è un po' speciale… Vogliamo, infatti festeggiare l'inaugurazione ufficiale del Circolo "La Margherita" del nostro beneamato paese Castelliri, facendo uscire questo numero proprio il primo febbraio 2003, il giorno fatidico… Questa volta, cari lettori, vi aspetta un menù del tutto speciale: come antipasto l' articolo a puntate sulla carta di Parma della Margherita, particolarmente interessante in quanto si parla di nuovi diritti; primo piatto con l' articolo sulla giovane e già importante azione del Circolo del nostro paese; secondo piatto, comprensivo di contorno con un po' di storia del nostro paese il tutto accompagnato dalle nostre vignette e frasi celebri e, come dessert, niente meno che l'autopresentazione del nostro primo ministro Silvio Berlusconi. Ora vi lasciamo alla lettura aggiungendo, però, da parte di tutta la redazione un augurio particolare e un "URLO" (di approvazione) speciale a tutte quelle persone che si stanno adoperando per far crescere e prosperare le idee della Margherita a Castelliri che, come detto nel primo editoriale, sono persone con le quali abbiamo avviato una collaborazione fattiva e costruttiva, fatta di dialoghi, di confronti e scontri, e che ci hanno dato la possibilità di creare questo nuovo "prodotto" appoggiandoci e spronandoci in una relazione che sta facendo crescere entrambi.
Otto mesi di vita, e già traguardi importanti, non c'è che dire, il Comitato Promotore del Circolo "La Margherita" di Castelliri si sta dimostrando proprio una creatura speciale!!!! I primissimi frutti sono arrivati a ottobre con l'adesione al comitato nazionale e, di conseguenza, l'ufficializzazione di una realtà che sta mettendo salde radici anche nel nostro paese e che sta crescendo (grazie a persone serie e concrete) con la voglia di fare ma soprattutto ascoltare qualità rara sia in ambito nazionale che soprattutto qui a Castelliri. Le parole d'ordine, cardini della crescita del circolo, sono state il dialogo con le associazioni locali e l'attenzione verso la cultura e la società, riproducendo localmente ciò che si afferma su scala nazionale. Con queste direttrici molti e diversi sono stati gli interventi, dalla richiesta di chiarezza sul depuratore intercomunale, al programma di sviluppo integrato della Valle del Liri, dal tema riguardante gli L.S.U. alla proposta di dibattito sull'industria intercomunale per accrescere l'occupazione giovanile (tema che, insieme a quello dell'ambiente, è particolarmente sentito). Sotto questi auspici si prevedono azioni ancor più lungimiranti sulle potenzialità territoriali e "di posizione" del nostro paese che, pur piccolo, ha grandi possibilità nelle quali La Margherita crede e spera e per le quali lotta cercando e trovando spazio nelle cronache locali . La nostra newsletter è nata proprio sull'onda dell'affermazione e della volontà di non tacere e di affrontare i problemi, senza nessun pregiudizio o preclusione nei confronti di coloro che la pensano diversamente da noi e senza cadere nelle provocazioni degli avversari o cedere alle sirene delle logiche puramente "aziendali", utilitaristiche e prive di una reale valenza di solidarietà. E' per questo che vogliamo confrontarci con tutti augurandoci un percorso fattivo di crescita che non dèvi da quelli che sono i nostri ideali locali e nazionali. Insomma cara Margherita buon lavoro...
In coincidenza con il terzo numero de l' Urlo dei giovani, arriviamo alla terza puntata del nostro "documentario scritto" sulla Carta dei Principi della Margherita, che, come ormai saprete tutti, è il documento del Congresso costitutivo del movimento risalente alla Fiera di Parma del 22/23/24 marzo 2002. Continuiamo il nostro viaggio, quindi, attraverso quelli che sono i punti cardine, le idee guida del movimento, entrando in un terreno piuttosto dibattuto negli ultimi tempi e che riguarda una nuova stagione dei diritti. La ricerca di un ordine mondiale democratico per la Margherita si pone come primo obiettivo il coniugarsi di libertà, giustizia sociale ed equità e considera importanti la democratizzazione degli organismi internazionali e lo sviluppo di forme di autogoverno locale che, come avevamo visto nella "puntata" sulla globalizzazione, saranno le dimensioni preponderanti nel nuovo equilibrio che la modernità sta portando. Come affrontare le sfide e come gli eventi che, sia per le innovazioni tecnologiche che per i cambiamenti socio economici, coinvolgono tutti i cittadini? Citando le parole del documento "Democrazia è Libertà mira a offrire un contributo originale alla creazione di uno spazio pubblico in cui si esprimano cittadini consapevoli, alla promozione della responsabilità della persona a tutti i livelli, alla ricerca dell'integrazione tra forme della responsabilità tipica del sistema politico ed espressioni dell'azione nella società…Alla globalizzazione dei mercati deve corrispondere la globalizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali. I diritti civili e politici, ormai consolidati nelle democrazie liberali,non possono essere disgiunti dai diritti sociali, se si vuole che le libertà individuali vengano estese al maggior numero possibile di individui. Dallo sviluppo socio-economico e scientifico-tecnico emergono oggi le rivendicazioni dei nuovi diritti attinenti alla qualità dell'ambiente, alla tutela della privacy, alla trasparenza delle funzioni pubbliche, alla equa fruizione dei risultati della ricerca scientifica, alle nuove tecnologie di comunicazione, alla convivenza interculturale". Per ciò che riguarda la dimensione sovranazionale importante il ruolo che il movimento attribuisce all'Unione europea. Essa rappresenta la risposta più alta alla globalizzazione, in particolare, "l'opzione europeista è dunque la stella polare di "Democrazia è Libertà" che punta ad una vera federazione di popoli, fondata sulla cittadinanza comune degli europei e sull'inserimento nei Trattati della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, essenziale soprattutto nella prospettiva dell'allargamento". Questo è particolarmente importante alla luce dei lavori della Convenzione Europea, organismo che attualmente lavora per dare all'Europa una vera e propria Costituzione. I lavori si sono aperti il 28 febbraio 2002 con il compito di "esaminare le questioni essenziali che il futuro dell'Unione Europea comporta" e si dovrà varare il documento finale entro la primavera del 2003. Essa è presieduta dall'ex presidente della repubblica francese Valéry Giscard d'Estaing, e da due vicepresidenti (l'italiano Giuliano Amato e il belga Jean Luc Dehaene), è composta da rappresentanti del Parlamento Europeo e della Commissione, del Comitato economico e sociale, del Comitato delle regioni, dal Mediatore Europeo e dai rappresentanti dei capi di stato e di governo e dei parlamenti per un totale di 105 membri. Importante è anche il fatto che essa ha un sito web che ne pubblica i lavori con un forum di discussione sul futuro dell'Unione. Ma come fare per tutelare le forme locali è presto detto, "Democrazia è Libertà custodisce e promuove la coscienza e il valore dell'identità nazionale, le ragioni culturali e civili dell'orgoglio di essere italiani ed i vincoli di solidarietà conseguenti nell'alveo della Repubblica una e indivisibile...Dunque, una comunità nazionale che affonda le sue radici nella storia italiana ed europea ma che, di più, si riconosce positivamente nella tavola di valori civili che vanno sotto il nome di Repubblica e nel patto di convivenza scolpito nella Costituzione. Nel segno di una cittadinanza compiutamente politica e non angustamente circoscritta a fattori naturali, storici, etnici".Concludendo ci professiamo in assoluto accordo con il movimento quando, termina il discorso con queste parole "la globalizzazione domanda quindi un di più di governo. Non un governo qualsiasi, ma un governo che sappia integrare le differenze, facendo leva sul consenso, sulla partecipazione, su un nuovo patto tra genti, generi e generazioni". E chi meglio di un movimento che, come la Margherita è fondato sulle parole Democrazia è libertà potrebbe garantirlo? Meditate gente, meditate, e ricordate che il prossimo articolo riguarderà l'evoluzione della democrazia italiana, e quindi sarà particolarmente vicino alla nostra cultura e al nostro modo di sentire. Preparatevi quindi a commenti e prese di posizione! Alla prossima!!!
"Quando tornerò a Palazzo Chigi, vi prometto che mi abbronzerò di meno, ma voi lo sapete che in una giornata io lavoro 27 ore"(18/4/96).
MALEDETTI MAGISTRATI, AVETE FATTO SOLO TANTI STUDI E SUPE- RATO UN CONCORSO! VABBE' DITE A NITTO PALMA DI PRESEN- TARE LA SUA LEGGE SULL'IMPU- NITA' PARLAMENTARE
"Non si può vivere il presente né tantomeno il futuro senza conoscere il proprio passato". E' con questa antica e nobile frase che vi proponiamo, cari lettori, questo interessante articolo su alcuni reperti storici presenti nel nostro paese. Dopo aver analizzato, nel primo numero, la storia della chiesetta della Madonna di Loreto parleremo ora dei così detti cippi lapidei. I numerosi eventi storici che caratterizzarono i primi decenni dell'800 distolsero i due sovrani del Regno di Napoli e dello Stato Pontificio dal problema dei confini. Negli anni 1835/1837 scoppiò nel Meridione una epidemia di colera che causò gravi danni alla popolazione del Regno in quanto il governo pontificio istituì un cordone sanitario, sorvegliato dalle guardie papaline, che costringeva la popolazione "regnicola" a tenersi ad 1 Km dalla linea di confine allora esistente, causando gravi disagi alla popolazione in quanto erano costretti a rinunciare ai pascoli, alle fonti d'acqua e ai frutti della terra , molto importanti per quel periodo. Non appena la situazione susseguente al colera si fu normalizzata si poté stabilire in maniera definitiva la linea di confine tra i due stati, con un trattato che fu firmato il 27 settembre 1840 ma ratificato solamente nel 1852. Il confine andava da Terracina fino alla foce del fiume Tronto sull'Adriatico. Questo confine nella maggior parte utilizzava segnali naturali mentre nei punti dove ciò non era possibile, si utilizzavano termini artificiali ( pali di legno nel 1841/1842 ), costituiti da "colonnette" di pietra cilindriche, alte un metro, del diametro di quaranta centimetri del peso di 7/8 quintali. Da un lato vi era scolpito un giglio stilizzato, che era lo stemma borbonico ed il numero di identificazione in ordine crescente dal Tirreno all'Adriatico; sull'altro lato le chiavi di S. Pietro e l'anno in cui furono posati ( 1846 o 1847 ). Sulla sommità recavano una linea indicante la direzione del cippo precedente e di quello successivo. I termini erano 686 ma numerati fino al 619, in quanto vicino ai fiumi, che potevano nel tempo mutare il corso , venivano posti dei controtermini. Sotto ogni cippo era stata sotterrata una medaglia in lega metallica recante gli stemmi dei due stati. La pietra per la manifattura dei cippi veniva generalmente reperita nei luoghi di posa. La pietra veniva bocciardata dando alla superficie il caratteristico aspetto a buccia d'arancia. Iltrattato prevedeva che i due comuni confinanti dividessero in parti uguali o realizzassero la parte di propria spettanza . Nel corso degli anni successivi molti cippi sono andati perduti ( sprofondati nei corsi d'acqua, per abbellire giardini, ecc. ) circa la metà sono nel loro luogo d'origine. Lungo la linea di confine tra i comuni di Castelliri e M.S.G.Campano si trovavano 26 termini ( 151/176). Grazie alla collaborazione della Legambiente e dell' A.R.I.S. la Pro Loco Castelliri sta tentando, con successo, il completo restauro di tutta la linea. Molti cippi sono stati già ricollocati e restaurati. All'appello mancano il 151 sprofondato nel fiume Liri e il 163 fatto brillare nel Natale del 1953 da ignoti. La valorizzazione ed il recupero di tale patrimonio culturale potrebbe rivelarsi un valido veicolo di rilancio turistico. Occorre pertanto che l'interesse verso tali testimonianze storiche sia tenuto sempre vivo da uomini spinti dall'amore per la storia e per la natura e desiderosi di ripercorrere, con passione e sacrificio, le tracce di un antico passato. Purtroppo, a quanto abbiamo visto fino ad ora, l'attuale Amministrazione Comunale ha dimostrato scarso interesse nei confronti del nostro "passato", cosa che secondo noi è a dir poco molto grave. E pensare che a Castelliri sono presenti molti reperti da valorizzare...
Salve a tutti!!! Mi consentano lor signori di presentarmi. Sono il Cavaliere nonché Primo Ministro Silvio Berlusconi e voglio in questo numero approfittare dello spazio concessomi dalla redazione de "L'urlo dei giovani" per farmi conoscere (ma non ne potevi fare proprio a meno???,ndr) anche a tutti i cittadini di Castelliri.Con la mia ascesa al potere ho finalmente risolto (o sto per risolvere) alcuni gravosi problemi di tipo giuridico-fiscale. Qui sotto troverete l'elenco dei miei provvedimenti e dei processi che mi coinvolgono o mi hanno coinvolto.
Tassa di successione: il centrosinistra aveva fatto in modo che tutte le donazioni o lasciti superiori ai 750 milioni a persona (ad erede) fossero esenti da tale tassa (in pratica la maggioranza degli italiani tranne i più ricchi), io invece l'ho eliminata del tutto così potrò "donare" liberamente a chi mi fa più comodo parti del mio impero economico (come per il quotidiano "Il Giornale" intestato, guarda caso, a mio fratello).
Falso in bilancio: in pratica lo ho depenalizzato facendo in modo che per i casi più gravi sia prevista una pena massima di due anni mentre per la maggioranza degli altri casi tutto sarà risolto da una piccola multa. Così uno dei reati considerati più gravi negli altri paesi del mondo civile viene trattato alla stregua di un "furtarello"(e poi dici di voler seguire il "moderno" modello americano). Inoltre con questo provvedimento si accorciano i termini di prescrizione dei reati e tre processi per falso in bilancio in corso a mio carico che prevedevano termini di prescrizione molto lunghi (l'ultimo nel 2010!!!) risultano miracolosamente prescritti pochi mesi fa. Alla faccia del tanto contestato conflitto d'interessi!!!
Rogatorie internazionali: con questo provvedimento rendo in pratica molto più complesse le indagini che prevedono controlli su conti esteri, società off-shore e strani spostamenti di denaro. In tempi di maggiori controlli per bloccare i conti segreti dei terroristi io penso comunque a tutelarmi (l'universo di società off-shore su cui ho fondato la Fininvest era stato scoperto troppo facilmente e cominciava a darmi qualche problemino giuridico). E pensare che ho fatto credere a milioni di cittadini italiani che la rogatoria fosse solo un timbro!
Rientro di capitali dall'estero: Pagando una penale del 2% si possono far rientrare somme esportate illegalmente accumulate con loschi traffici, frodi e chi più ne ha più ne metta in "paradisi fiscali". A cosa serve la giustizia? L'importante è riavere i soldi (te li farai restituire anche dai tuoi amici "pentiti di mafia" che così spesso ti citano nelle loro "chiacchierate" con i giudici?).
Conflitto di interessi: "non c'è se si ha la proprietà senza gestione". Indovinate però chi paga i miei manager? E a chi dovranno render conto? Però anche questa mi verrà bene.
Libertà di opinione: Dissi che la par condicio era illiberale. Per avere un servizio pubblico obiettivo libero ed efficiente ho dovuto cacciare chi diceva la verità: ora si che tutte le TV fanno il loro giusto dovere.
Legittimo sospetto: è una legge per tutti: i giudici devono essere sereni nel giudizio. Io e l'amico Cesare vogliamo spostarci da Milano solo perché li c'è "sempre la nebbia". E poi spostare un processo costa allo Stato solo 3 miliardi delle vecchie lire.
Tanto per cominciare a fare chiarezza, qui sotto troverete l'elenco di tutti i processi che mi vedono o mi hanno visto coinvolto in qualche maniera. Senza commentare la parte che riguarda i miei contatti con la mafia , mi pare opportuno precisare una cosa riguardo le tangenti alla guardia di finanza e i processi di "mani pulite". Le opzioni sono due:
Processi che hanno visto imputato Silvio Berlusconi:
"Incontrare di nuovo Berlusconi ad Arcore? Lo escludo, niente più accordi con il Polo. Tre anni fa pensarono di farci il maleficio. Il mago Berlusconi ci disse: "Chi esce dal cerchio magico, cioè dal mio Governo, muore". Noi uscimmo e mandammo indietro il maleficio al mago. Non c'è marchingengno stregato che oggi ci possa far rientrare nel cerchio del berlusconismo. Con questa gente, niente accordi politici: è un partito in cui milita Dell'Utri, inquisito per mafia"
(U.Bossi in una intervista rilasciata sul quotidiano "La Padania").
"Ma vi pare possibile che uno che possiede 140 aziende possa fare gli interessi dei cittadini? Quando quello piange, fatevi una risata: vuol dire che va tutto bene, che non è ancora riuscito a mettere le mani sulla cassaforte"
(U.Bossi in una intervista su "Tele Padania").